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In questo mondo

Il documentario racconta la vita delle donne pastore in Italia ed è il risultato di un viaggio di più di due anni, di circa 17,000 km percorsi e di 100 interviste rivolte a donne di età compresa tra i 20 e i 102 anni. La figura del pastore, nell’immaginario e nella simbologia più diffusa, è sempre stata associata al genere maschile. Ma il settore dell’allevamento ovi caprino si sta femminilizzando, sempre più donne scelgono di svolgere questo lavoro tradizionalmente patriarcale. Le donne pastore impegnate quotidianamente nella loro attività vivono spesso sole, ma anche con compagni e con la loro famiglia, pienamente coinvolte nelle attività sociali e economiche della comunità in cui vivono. Il film racconta queste donne attraverso la personale esperienza della regista che ha vissuto con loro per qualche giorno, immergendosi intimamente e profondamente nella loro quotidianità. I legami di amicizia e affetto che si sono creati sono diventati dunque la linea narrativa, intima e spontanea, che ci introduce alle motivazioni delle protagoniste, alle difficoltà incontrate e alle soddisfazioni ricavate. Il documentario è quindi la rappresentazione di questo insolito mondo, dove il distintivo approccio femminile implica il prendersi cura degli animali, e tutelarne la straordinaria biodiversità e insieme a questo, preservare i maestosi paesaggi italiani d’alta quota.

L’intento è stato quello di esplorare in tutti i suoi aspetti il nuovo ma significativo fenomeno del mondo della pastorizia femminile, dai numeri in crescita su tutto il territorio italiano e ricco di fermenti e di sorprese. Tale fenomeno sta trasformando le caratteristiche dell’antica cultura patriarcale in una nuova, libera, fruttuosa e spesso molto felice opportunità di lavoro e di vita. Durante i due anni di viaggio, nel corso delle giornate vissute insieme, i racconti delle donne pastore hanno attraversato la complessità di ogni storia di vita, restituendo – con le motivazioni della loro scelta lavorativa – anche la sfera più intima e sottile del vissuto individuale. Le video interviste si focalizzano, quindi, su una ricerca di genere, confrontandosi su quella specificità dell’esperienza femminile nella cura degli animali e nel rapporto fondativo con la natura. Mai sfondo o mero contenitore, il paesaggio italiano è sempre presente, come vibrante protagonista, con la sua ricchezza di suoni naturali, di vegetazione e fauna selvatica, così vario e bello nelle molteplici differenze di conformazione e di latitudine, cangiante nelle diverse condizioni climatiche e stagionali. Le Terre Alte – quelle dei pastori – sono altresì portatrici di storia collettiva, sedimento di vissuti e di narrazioni. In questo senso, la ricerca ha voluto anche raccogliere le esperienze del pastoralismo del passato, oggi scomparso, nelle testimonianze di tante donne pastore anziane e figlie, mogli e madri di pastori.
Sono state più di cento le pastore intervistate nel mio viaggio solitario su tutto il territorio nazionale, isole comprese. Di età compresa tra i 20 ed i 102 anni, con ognuna di loro si è stabilita una forte ed immediata relazione di sorellanza, di scambio profondo e spesso intimo. Per restituire la densità e l’empatia dei rapporti umani che sono nati, sia sul piano emozionale sia su quello intellettuale, il film ha cercato un linguaggio narrativo che io definirei ‘femminile’. Tale linguaggio non è mai assertivo o autoreferenziale, ma sempre complice, ricco di quella essenzialità espressiva di chi sta vivendo, da entrambi i lati della videocamera, una esperienza di incontro vera, importante, intensa e soprattutto felice.
Nato da una forte selezione (spesso dolorosa), il film si compone quindi di differenti tessere narrative, uniche e molto singolari, che insieme ‘costruiscono’ il racconto corale della pastorizia al femminile in Italia. Si svolge con andamenti diversi, modulando la presentazione ed i ritorni dei personaggi e delle loro storie, espresse in molteplici linguaggi e modi, del presente e del passato. Volti e paesaggi, animali e azioni, situazioni ambientali e meteorologiche, risate e imprecazioni si susseguono a ritmi alternati di aperture e chiusure, più incalzanti prima e poi rallentate, varie e tutte stimolanti, vuoi nella quiete, vuoi nel fluire più serrato delle narrazioni.
Un volo – poetico e allo stesso tempo crudo nella sua realtà mai mistificata – su un mondo ai più sconosciuto, ‘diverso’ in modo spesso sorprendente, senza tuttavia essere mai un ‘altrove’. E sempre in grado di toccare temi condivisi e valori universali: la cura e il presidio delle montagne italiane, oggi per lo più abbandonate, insieme alla custodia della biodiversità animale e vegetale, così come i saperi e tutto il patrimonio immateriale legato a quella cultura millenaria. Muovendo le corde delle emozioni, il racconto attiva quei processi empatici che riducono le differenze e ci fanno sentire tutti più uguali. Nell’esperienza della quotidiana cura pastorale, dei suoi ritmi, delle fatiche e delle gioie di questo mestiere millenario, le pastore diventano parte di noi, affratellandoci nella nostra comune umanità.

UN FILM DIAnna Kauber
  
ConMaria Pia Vercella Marchese, Michela Battasi, Donatella Germano, Rosetta Germano, Gabriella Michelozzi, Caterina De Boni Fiabane, Assunta Valente, Anna Arcari, Maria Oliveto, Efisia Podda, Lucia Colombino, Marica Colombino, Elia Nicolai, Alessandra Tomei, Addolorata Di Fiore, Rosa Aquilanti, Brigida Ciorciaro, Rosina Paoli, Anne Line Redtroen, Aste Redtroen, Assunta Calvino, Michela Agus
RegiaAnna Kauber
  
MontaggioEsmeralda Calabria
con la collaborazione di
Chiara Russo
  
SuonoIgnazio Vellucci
Musiche originaliValerio C. Faggioni
  
  
Una produzioneLaura Borrini
per Solares Fondazione delle Arti
 Esmeralda Calabria
per Aki Film
  
Produzione esecutivaVerdiana
Produttore esecutivoAndrea Gambetta
OrganizzazioneFrancesco Pinotti
  
con il sostegno diRegione Lazio – Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo
  
ANNO DI PRODUZIONE2018
DURATA97’
immagine per In questo mondo, Poster