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Parlate a bassa voce
Flisni me ze te ulet

Albania, il più impenetrabile dei paesi ex comunisti in Europa. Isolazionista, stalinista e antirevisionista. Il peso di una memoria che a più di 30 anni dalla caduta del regime convive con tutti i personaggi incontrati nel film. Musicisti, attori, registi, privilegiati e declassati, raccontano le contraddizioni di un sistema che ha il volto del dittatore Enver Hoxha, che come un Grande Padre ha dato e tolto. Un passato ingombrante che accentua le fragilità e le ambiguità della giovane democrazia.

Tutto quello che oggi può sembrare una parodia, all’epoca non lo era e Redi Hasa, musicista violoncellista, inizia un viaggio che parte dai ricordi, dalla paura di dimenticare e dal desiderio di fermare il tempo.

A volte, nelle biografie delle persone, certi fatti drammatici dell’infanzia, la colpa della propria origine sono così drammaticamente unici, che esserne stati vittime è anche la consapevolezza di un possibile racconto di sé diverso da quello degli altri, assolutamente straordinario, dove le proprie mancanze, le sventure, la vergogna costituiscono la premessa per un romanzo personale affascinante.

L’Albania evoca barconi, disperazione, povertà, fuga e paura, ma il viaggio delle persone con cui abbiamo parlato non appartiene a questo paesaggio. Si muovono in una prospettiva diversa, cercano parole nuove per raccontarsi e dare un senso alla propria storia; aspirano ad uscire da una gabbia interpretativa, rivendicano un diritto a guardare con tenerezza alla loro gioventù, a bassa voce raccontano di vite vissute nella paura, ma vogliono anche salvare qualcosa. Perché qualcosa da salvare c’è sempre, la gioventù, una canzone, l’istruzione, il comunismo come ideale.

“Parlate a bassa voce” è il frammentario tentativo di raccontare quel sentimento che non accetta, come unica via d’uscita, di dimenticare, rimuovere il passato, nascondere la vergogna e accettare un futuro senza condizioni perché niente può essere peggiore di quello che è stato. E non è consentito nemmeno essere troppo schizzinosi di fronte alle nuove ingiustizie della giovane democrazia, non se ne ha il diritto.

Non si può pretendere di raccontare tutto, ma aprire delle finestre, entrare e uscire. La mdp si muove con continue correzioni di rotta, cancellature, omissioni, episodi accaduti sul momento e, in alcuni casi, una vera e propria messa in scena, costruita, volutamente artificiosa, per cercare un’impossibile sintesi. Redi Hasa ci accompagna in questo viaggio, la sua musica ricompatta lo sguardo, assolve tutti nella compassione per un’allucinazione collettiva, si sente parte di questa storia anche lui, anche se qualcosa è perduto per sempre, non si ritorna più veramente; ci si affaccia sul proprio passato, ma si rimane, appunto, affacciati, distanti. La sua musica getta qualche seme in profondità, restituisce ciò che la terra gli ha dato e aggiunge qualche preziosa scoperta fatta nell’altro mondo. O meglio nel mondo dall’altra parte del mare.

PRODOTTO DATITTI SANTINI
ESMERALDA CALABRIA
PRODUZIONEAKIFILM
PONDEROSA MUSIC RECORDS
CON IL CONTRIBUTO DIMIC – DIREZIONE GENERALE CINEMA E AUDIOVISIVO
UNIONE EUROPEA
REGIONE PUGLIA
POR PUGLIA FESR FSE 2014/2020
FONDAZIONE APULIA FILM COMMISSION
SOGGETTOTITTI SANTINI
ESMERALDA CALABRIA
REGIA E MONTAGGIOESMERALDA CALABRIA
COLLABORAZIONE ALLA REGIAMIRKO PINCELLI
AIUTO REGIASILVIA JOP
MUSICHE ORIGINALIREDI HASA
FOTOGRAFIAMIRKO PINCELLI
MATTIA EPIFANI
COLOR GRADINGERCOLE COSMI
SUONO PRESA DIRETTAMICHELE LEUCCI
MONTAGGIO DEL SUONOANTONIO GIANNANTONIO
MIXALBERTO BERNARDI
PRODUZIONE ESECUTIVAAKIFILM GIORGIA PIRILLO
ORGANIZZATRICEDONATELLA ALTIERI
COORDINAMENTO PRODUZIONE ALBANIAADELE BUDINA
NAZIONALITÀITALIANA
ANNO2022
LOCATIONPUGLIA E ALBANIA
LINGUAITALIANO E ALBANESE SOTTOTITOLATO
DURATA84’
FORMATODCP COLORE 2:39
CONREDI HASA
EKLAND HASA, METELI HASA E AFËRDITA HASKO HASA
EDMOND BUDINA
XHAVIT LOHJA
BOJKEN LAKO
GJETË GJONI E LA SUA FAMIGLIA PRENG, MRIKË, GJERGJ
RITA GJEKA
ARJAN ÇELA E LA SUA FAMIGLIA
CORO JEHONA IRINI QIRJAKO, IRENA SARACI, SABAHET VISHNJA, FIQIRETE KAPAJ, NEVILA MATJA, ALESSIA MEREPEZA
E CON BANDADRIATICA

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