Riproduci video

Preghiera della sera
(Diario di una passeggiata)

Il film racconta un’esperienza, quella di un regista e dei suoi due attori alle prese con una pièce teatrale: dal primo incontro, alle iniziali letture, alle prove effettuate in casa, a quelle nello spazio scenico fino alla prima rappresentazione. L’esperienza è avvenuta però nel particolare contesto in cui tutta la cultura italiana si è trovata nei giorni a cavallo tra la prima e la seconda ondata della pandemia, quando sembrava davvero possibile ripartire e l’euforia si accompagnava all’illusione che il peggio fosse alle nostre spalle. Di nuovo ci siamo trovati improvvisamente inibiti nel nostro desiderio di bellezza, di vita.

Nel febbraio del 2020, poco prima della notte più nera in cui tutti ci siamo trovati, impreparati, sgomenti, a chiederci quanto sarebbe durata, ho chiamato al telefono Velia Papa, direttore di Marche Teatro ma soprattutto amica da molto tempo. Da questa chiacchierata è nata l’idea di progettare uno spettacolo teatrale da realizzare dopo l’estate, d’accordo entrambi nel ritenere che non sarebbe stato opportuno raccontare qualcosa che avesse a che fare col malessere che stavamo vivendo tutti. Grazie a Monica Capuani, abbiamo scelto Promenade de santé di Nicolas Bedos, da lei tradotto in italiano, trovandoci d’accordo, da subito, con gli attori che avrebbero potuto incarnare i due personaggi di questa curiosa storia d’amore e clinica follia: Lucia Mascino e Filippo Timi. Preghiera della sera è il diario di questa esperienza vissuta a cavallo delle due ondate di pandemia da Covid-19 nel corso del 2020. In questo diario racconto il percorso umano e creativo di un regista e dei suoi due attori alle prese con una pièce teatrale: dal primo incontro, alle iniziali letture, alle prove effettuate in casa, a quelle sullo spazio scenico fino alla prima rappresentazione. Insieme a tutto questo quella disordinata e felice illusione che un gruppo di teatranti ha vissuto in un arco breve di tempo in cui sembrava che ormai fossimo molto vicini a un definitivo nuovo inizio, nell’euforia contagiosa di vivere quell’occasione e le comprensibili imprudenze negli abbracci fuori e dentro la scena. Per troppo tempo è mancato qualcosa che apparentemente sembrava superfluo, non necessario e che invece è vitale, per noi tutti. Diversi motivi mi avevano portato a scegliere Promenade de santé (Passeggiata di salute) di Nicolas Bedos per il mio debutto in teatro. Ed erano gli stessi che condividevo con gli attori. Il primo è che si tratta di un testo complesso, pieno di insidie e di possibili chiavi di lettura. Abbastanza aperto per poterne proporre una rappresentazione personale e l’ideale per un regista come me che ama lavorare con gli attori, che vede nel lavoro degli attori e con gli attori il cuore della propria ricerca, così come ho cercato di evidenziare nella mia esperienza cinematografica, almeno finora. Per questo ho scelto Lucia e Filippo con cui avevo già condiviso l’avventura di un film. Per il loro talento e per il sollievo che mi procura lavorare con attori così appassionati, privi di calcoli, sempre pronti a rischiare qualcosa per cercare, sulla scena, un momento di verità. Un altro dei motivi che mi hanno portato a questa scelta è stato quello di evitare di infilarmi in temi che avessero direttamente a che fare con la pandemia, cosa molto comune e comprensibilmente diffusa in quel periodo. Nello stesso tempo mi sembrava stimolante rilanciare un’idea di contagio ben diversa, quella appunto del contagio amoroso, di una malattia necessaria che da sempre, ostinatamente cerchiamo di rinnovare, nonostante le controindicazioni, le conseguenze, sempre incapaci di giungere ad una immunità che ci ponga definitivamente al riparo da possibili sofferenze. Non ci accorgevamo, allora, che quella strana illusione di tornare a una vita normale, dipoter finalmente riprendere il nostro lavoro, ci vietava di fare semplicemente uno spettacolo, c’era qualcos’altro. Ci siamo sentiti stranamente più liberi, più creativi. Anche durante le prove, nello sviluppo di un’idea, nelle soluzioni sceniche, abbiamo rischiato tutti qualcosa, cercando sempre nei gesti, nell’intonazione di una battuta, nell’uso particolare delle luci, qualcosa di imprevedibile, che ci sorprendesse. Abbiamo lavorato in uno stato di dormiveglia, vigili tuttavia, cercando di trasferire sulla scena, quell’insolita euforia che ci animava. Ne siamo stati consapevoli fin dalle prove in casa. Per questo, con Esmeralda Calabria e Velia Papa, abbiamo subito pensato di filmare quell’esperienza. Perché ci sembrava difficilmente ripetibile.

Giuseppe Piccioni

un film diGIUSEPPE PICCIONI
conLUCIA MASCINO e FILIPPO TIMI
PRODOTTO DAESMERALDA CALABRIA e VELIA PAPA
con il sostegno diRegione Marche, Fondazione Marche Cultura e Comune di Ancona
regiaGiuseppe Piccioni
soggetto e sceneggiaturaGiuseppe Piccioni
fotografiaValentina Summa
musiche originali
Valerio Camporini Faggioni
scenografiaLucio Diana
costumiStefania Cempini
montaggioLorenzo Rosi
fonico di presa direttaRaffaele Petrucci
aiuto regiaMarcella Libonati
organizzazioneBRUCE MORRISON
delegate di produzioneAlessia Ercoli e Giorgia Pirillo
un ringraziamento speciale aNicolas Bedos
si ringrazianoGiorgia Latini, Paolo Marasca, Raimondo Orsetti
grazie aDiana Rulli, Monica Capuani, Silvia Jop, Roberto Minutillo Tortur
una produzioneAkifilm e Marche Teatro
conRai Cinema
ANNO DI PRODUZIONE2021
DURATA17′
linguaItaliano

Ufficio stampa:
Beatrice Giongo – Marche Teatro
+39 3357550083
beatrice.giongo@marcheteatro.it

immagine per Preghiera della sera, Poster